La pancetta è un salume di antichissima tradizione,
diffuso in tutta Italia, nato per avere a disposizione la
carne di maiale tutto l’anno.
Questo
particolare insaccato è composto da due carni ben distinte,
la pancetta e l’ossocollo.
La prima si ottiene dal lardo venato di parti carnose che
ricopre l’addome del maiale, è possibile ottenere
due sole pancette per ogni animale.
Quella
tradizionale viene confezionata quando si uccide il maiale,
ma prima le due pancette vengono salate e pepate, insaporite
con cannella e chiodi di garofano, quindi arrotolate e legate
saldamente, inserite in una mànega (il budello usato
per preparare la soppressa), quindi legate nuovamente e appese
in un locale fresco e buio.
Questa
è la preparazione più diffusa in veneto, ma
nella bassa vicentina c’è ancora chi porta avanti
l’antica tradizione di introdurre nella pancetta l’ossocollo,
quella straordinaria carne suina che normalmente è
confezionata da sola o inserita all’interno delle soppresse.
L’ossocollo
è il nome dei due muscoli lungo le vertebre del collo
del maiale ed è una della carni suine più saporite.
L’ossocollo
viene salato, pepato e aromatizzato, con cannella e chiodi
di garofano, e fatto riposare per un breve periodo. Le carni
vengono poi liberate del sale in eccesso e stese sopra le
pancette prima di arrotolarle, gli ossocolli si troveranno
nel cuore delle pancette stesse.
Queste
specialità gastronomiche sono poi appese in cantina
segnate, per non confonderle, e lasciate maturare anche fino
all’estate, quando, tagliate a fette finissime, rappresentano
una leccornia davvero speciale. Purtroppo questo salume tipico
del basso vicentino è ormai raro.
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