I
frutti di differenti specie vegetali sono stati utilizzati
dall'uomo come alimenti essenziali per millenni, sia per la
relativa facilità di reperimento che le loro proprietà
nutritive.
Dal
punto di vista alimentare, i frutti possono essere a polpa
oppure a guscio.
La
frutta ricca di polpa è la varietà più
usata nell'alimentazione quotidiana; è costituita da
un'alta percentuale d’acqua, una discreta quantità
di carboidrati sotto forma di zuccheri semplici (glucosio
e fruttosio), sali minerali e principalmente vitamine essenziali
per l'organismo. Irrilevante è invece l'apporto di
proteine e di grassi, poco presenti nella frutta.
Le
fibre si trovano principalmente nella buccia ma in alcuni
casi anche nella polpa; la pectina, una delle più diffuse,
facilita la digestione e può prevenire alcuni problemi
intestinali, specialmente nei bambini.
Mangiare
frutta al termine di un pasto è una brutta abitudine
comune, specialmente se il pasto è stato particolarmente
abbondante. La frutta viene infatti digerita molto lentamente
e dovendo seguire il percorso digestivo degli altri alimenti,
tende a fermentare dando luogo a fastidiosi gonfiori addominali
e vari altri disturbi. La
fermentazione dei frutti può innescare una sorta di
“reazione a catena” che coinvolge nel processo
anche altri alimenti, in particolare quelli ricchi di amido
come il pane, pasta, riso e legumi, che accrescono il problema.
E' quindi favorevole consumare frutta lontano dai pasti principali,
preferibilmente a colazione o a merenda.
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