I
mammiferi, nei primi mesi di vita dei loro piccoli, destinano
il latte alla loro alimentazione. Dunque non c'è dubbio
che dal punto di vista nutrizionale sia una sostanza molto
ricca ed indispensabile alla crescita.
La
lavorazione del formaggio esclude buona parte dell'acqua contenuta
nel latte e rende più assimilabile il "residuo
solido" costituito da grassi, proteine, vitamine e sali
minerali.
Difficile
esprimere valori nutritivi assoluti per il formaggio, date
le variabili legate al tipo di latte, alle lavorazioni e alla
stagionatura. Si possono comunque delineare dei caratteri
generali, validi per qualsiasi tipo di formaggio.
Una
delle caratteristiche rilevanti è quella di essere
un concentrato di proteine; un formaggio
prodotto con latte intero e stagionato può averne anche
oltre il 40%, più della carne, del pesce o delle uova.
Sono
proteine altamente pregiate, indispensabili allo sviluppo
ed alla crescita.
Il contenuto di grassi è generalmente
alto, in qualche caso più del 50% della sostanza secca.
Per quanto riguarda le vitamine, il formaggio
ne possiede (in quantità variabile) del tipo A, D,
E e K; la vitamina C si trova in minime quantità solo
nei formaggi di capra; la B, grazie all'azione di lieviti
e penicilli, è presente negli erborinati e nelle croste
fiorite. Per quel che riguarda i sali minerali: è povero
di ferro ma abbonda di calcio e fosforo. Il formaggio è
quindi un cibo di grande pregio, considerato il fatto che
oltre a possedere importanti qualità nutritive, è
anche d’ottima digeribilità.
Il
formaggio nasce da un naturale processo d’inacidamento
del latte (caglio), provocato da enzimi naturali o chimici.
Il latte, lavorato a temperatura adeguata, viene separato
in due parti:
- la parte liquida, il siero.
- la parte solida, la cagliata.
La
cagliata posta in forme, salata in salamoia o in superficie,
è posta a maturare:
- fino 15 giorni per formaggi freschi
- per un massimo di 6 mesi per gli semistagionati
- oltre i sei mesi per i stagionati e stravecchi
Il
formaggio va servito come stuzzichino, in alternativa al secondo
piatto o, come tradizione vuole, verso la fine del pasto,
prima della frutta e del dolce.
Presentatelo
su di un largo piatto di portata:
- A grosse fette: I formaggi con la crosta, come taleggio,
fontina, pecorino asiago, gorgonzola, ecc.
- A scaglie: grana, parmigiano o stravecchi.
- Interi: mozzarella, burrata, scamorza, crescenza, ecc.
- Tagliati a spicchi: provolone, caciocavallo e ricotta
- A rondelle: i formaggi di capra
Serviteli
accompagnati a frutta, confetture, mostarde, salse. Il pane
va abbinato con gusto sulla base del formaggio servito.
Spesso
i nostri ristoranti dimenticano quanto è importante
la selezione dei formaggi: non è facile infatti trovare
locali che propongano il carrello dei formaggi con un buon
assortimento, ben presentati e con taglio fresco. Fate quindi
attenzione a questo dettaglio: un ristorante che dispone di
un carrello qualificato di formaggi è quasi sempre
un locale di buon livello.
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