La
carne equina è povera di grassi, ricca di ferro, piuttosto
tenera, e può essere cucinata come qualunque altra
carne rossa, lasciandola al sangue perché non si asciughi
troppo, diventando dura.
Caratteristiche
tipiche delle carni equine sono il colore rosso scuro, dovuto
dalla quantità di mioglobina (e perciò anche
di ferro) e la relativa dolcezza, dovuta dall’alta concentrazione
di zuccheri muscolari (glicogeno, glucosio).
La
carne equina è piuttosto magra, soda e consistente,
non marmorizzata, dal grasso giallastro, un odore poco accentuato
ed è facilmente digeribile. I tagli sono in linea di
massima quelli usati per il manzo. Le parti più ricche
di connettivo richiedono cotture prolungate, come brasati,
ragù per condire la pasta e bolliti, mentre le altre
possono essere fatte arrosto, alla griglia o saltate in padella.
Nel primo caso è bene aggiungere del lardo di maiale
o di pancetta per intenerire maggiormente le carni, obiettivo
raggiunto anche dopo una lunga marinatura. Nel secondo caso
si aggiunge dell’olio o altro grasso solo per condire,
preferibilmente a fine cottura.
Normalmente
è consigliato evitare di abbinarvi verdure dolci, tipo
carote o piselli, e burro: esaltare la vocazione dolce renderebbe
il piatto stomachevole, e quindi adatto solo a piccoli assaggi.
Meglio abbinarla con degli accompagnamenti piccanti o ben
definiti nel gusto, per esaltare così le caratteristiche
di tutti gli ingredienti.
Esistono
degli ottimi esempi di prodotti stagionati, come la bresaola:
salume tipico della Valtellina, preparato solitamente con
parti magre del manzo, che può essere preparato anche
con il cavallo ed usato nelle stesse preparazioni, condito
con formaggi stagionati, ed accompagnato con dell’insalatina
di campo.
Un
insaccato saporito è il salame d'asino,
preparato con una miscela di spezie non molto piccanti e leggermente
aromatiche, per mettere in luce il profumo e il gusto caratteristico
della carne, che si presenta con una grana piuttosto fine.
Cavallo
Dal
punto di vista commerciale si differenziano gli animali giovani
(puledri) dagli adulti; i puledri sono particolarmente apprezzati
per la morbidezza delle loro carni. Dalle parti tenere si
ricavano bistecche, mentre le altre vengono per lo più
macinate o usate per stracotti e brasati.
A
causa delle caratteristiche organolettiche del loro grasso,
le carni equine non sono adatte alla preparazione di lessi
o brodi. La carne di cavallo, come tutte le carni equine,
è di colore rosso scuro, dovuto alla concentrazione
di mioglobina (e perciò anche di ferro) ed è
particolarmente dolce, per l’alta quantità di
zuccheri muscolari (glicogeno, glucosio).
La
carne di cavallo ha un elevato contenuto di proteine (21 g
per 100 g di parte edibile) e pochi grassi (2.6 g per 100
g di parte edibile), che la rendono poco calorica e molto
digeribile.
Tagli
1. COLLO
2. SCANNATURA
3. PUNTA
4. FUSELLO DI SPALLA
5. SPALLA O SPALLOTTO
6. BRIONE
7. GERETTO DI ANTERIORE
8. REALE
9. CONTROFILETTO
10. FILETTO
11. PANCIA O COSTINE
12. DIAFRAMMA O PANTINA
13. SCAMONE
14. FESA FRANCESE
15. NOCE
16. SOTTOFESA O FESA DI MEZZA
17. MAGATELLO
18. GERETTO POSTERIORE
19. PESCE
L'asino
La
carne d'asino, venduta nelle macellerie equine, è simile
per sapore e caratteristiche nutritive, a quella del cavallo.
In Italia il consumo della carne d’asino è diffuso
soprattutto nelle regioni settentrionali.
Una
volta la macellazione di cavalli e asini vecchi aiutava ad
aggiungere un po' di proteine ad un regime alimentare basato
essenzialmente su cereali e ortaggi. La carne dell'asino veniva
conservata producendo salumi e cacciatorini, oppure usata
per stufati, brasati e stracotti.
Oggi
la carne d'asino è difficile da reperire, e viene quasi
tutta importata dall'estero, anche se in alcune zone alpine
si producono ancora salami e bresaole a base di carne d'asino.
In altre zone questa carne è rimasta radicata nella
tradizione culinaria: a Borgomanero si cucina il tapulòn
(uno spezzatino), a Parma lo stracotto, in Veneto la pastissada.
La
carne d’asino ha un elevato contenuto di proteine (21,7
g per 100 g di parte edibile) e pochi grassi (2.7g per 100
g di parte edibile), che la rendono poco calorica e molto
digeribile.
Esistono anche degli incroci tra asino e cavallo che danno
delle vere e proprie razze ibride.
- Il Mulo è un ibrido fra uno stallone asinino
e la cavalla.
- Il Bardotto è un ibrido sterile che nasce dall'accoppiamento
di un cavallo stallone con una femmina d’asino domestico.
E’ meno apprezzato del mulo, è prodotto di rado,
e quasi esclusivamente per le qualità della sua carne.
La zona tipica di produzione è la Sicilia. |